Maggio 2, 2008...7:45 pm

La dura vita di un nerd, prima puntata.

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Ovvero: come ci si destreggia quando il nerdismo chiama!

Ore 6.30 di un qualsiasi giorno lavorativo. Le prime luci dell’ alba si vedono splendere sulla cima delle montagne.
All’ improvviso, un suono rimbomba nelle orecchie della tipica nerd: la colonna sonora di Star Wars che esce dalle cuffie dell’ iPod nano ad un volume tutto sommato umano.

Ed ecco che ha inizio la tipica giornata di una ancor più tipica e generica nerd.

Dopo una colazione piuttosto pesante agli occhi del comune essere umano, ecco che appare il primo dilemma esistenziale della giornata: dopo aver adagiato l’ adorato MacBook nella tasca anti-umidità dello zaino (si, lo zaino, non la borsetta), si pone la domanda: quale manga portare per affrontare le noiosissime ore di lezione? (n.b.: il manga ha la duplice funzione di combattere la noia ed evitare di dover sentire le stratosferiche idiozie del 95% dei professori dell’ università).
La nerd ha ora diverse possibilità: sarà una giornata da Full Metal Alchemist o da Keroro? La scelta impiega solitamente più di quanto dovrebbe, ma alla fine il volumetto trova spazio nel comodo zaino, insieme alla custodia contentente l’ inseparabile NintendoDS.

Ed eccoci partire alla volta della stazione. L’ iPod è ovviamente sempre presente, per un motivo molto semplice: il modo migliore per rovinare la giornata di un nerd è costringerlo ad ascoltare discorsi idioti su creme da notte e “quanto odio i miei colleghi” per i venti minuti che lo separano dall’ università. Ecco quindi che il suddetto iPod diviene compagno irrinunciabile per la stessa sopravvivenza del povero nerd. Le scelte musicali spaziano tra generi molto distanti, anche a seconda del livello di rumore umano emesso dai passeggeri: dal punk-rock alla colonna sonora (di un film nerd, logicamente). Se il livello di inquinamento acustico umano dovesse raggiungere livelli insopportabili, la nerd può decidere di aggiungere alla musica la lettura di uno dei manga scelti in precedenza, il che le consente di sviluppare una concentrazione tale da potersi isolare completamente. Ma sono casi estremi, da non augurare a nessuno.

Completata la missione viaggio, e superate le interminabili e terrificanti ore di lezione, un’ altra dura prova si profila all’ orizzonte per il nostro eroe…ehm…la nerd: la ricerca del prossimo numero del manga che sta leggendo in quel dato periodo.
Nonstante appaia molto semplice e piuttosto piacevole all’ occhio inesperto, la cosa si rivela un problema non da poco per un nerd.
Il problema può essere risolto tramite due scelte: recarsi al negozio di manga in centro “dove tutti sono simpatici, ma che è poco fornito” oppure avventurarsi nell’ antro semioscuro, polveroso e misterioso del “nerdaccio acido e maledetto che però ha di tutto e di più”. Ovviamente, il tipo di manga che occorre al nerd influenza in modo decisivo la scelta della meta.
Nel caso la scelta cada sull’ opzione 1 (il negozio di manga in centro “dove tutti sono simpatici, ma che è poco fornito”), la nostra giovane assumerà un’aria piuttosto spensierata, salirà le scale che portano alla simpatica bottega, e comincerà ad aggirarsi nel microscopico locale stipato di fumetti e manga. Probabilmente non troverà ciò che cercava, e questo la porterà ad un problema gravissimo (e molto spesso irrisolto): ordinare o non ordinare il numero incriminato.
Nel caso invece che la giovane, presa solitamente da profonda disperazione, scelga l’ opzione 2 (“nerdaccio acido e maledetto che però ha di tutto e di più”) lo scenario si profila quantomeno apocalittico. Innanzitutto, occorre che la nerd abbia abbastanza fortuna da trovare il tempio mangoso effettivamente aperto, e quindi che non rechi sulla porta la fatidica scritta “sono al bar di fronte” (il che, in traduzione, significa che il proprietario non intende farsi rompere le scatole per un tempo più o meno indefinito).
Se invece le porte del tempio sono aperte, la missione diviene improvvisamente molto delicata. Per prima cosa, il saluto. Il proprietario del negozio è un ciccione occhialuto, dotato di un’ ironia tagliente (leggi: ti sfotte appena può) ma soprattutto estremamente misantropo (odia in particolare la categoria clienti: il suo negozio esiste solo per dare a sé stesso l’opportunità di ricevere quanti più manga possibile ad un prezzo tutto sommato onesto). È facile capire che il primo passo da compiere è quello del saluto, che deve essere perfettamente calibrato: un saluto troppo zelante infatti disporrebbe male il misantropo, mentre un saluto poco convinto lo ofenderebbe.
Superata la prima trappola, occorre aggirarsi per i vari scaffali polverosi e disordinati e sperare di posare l’occhio sul numero desiderato. Il che non è per niente semplice. Non trattandosi di un normale negozio, inoltre, è da dimenticare l’ ipotesi di informarsi riguardo il manga presso il proprietario.
Se invece la nerd ha la fortuna di imbattersi proprio in ciò che cercava, rimane l’ultima e più impegnativa sfida: il pagamento.
Innanzitutto occorre attirare l’ attenzione del nedaccio maledetto, che solitamente se ne sta seduto dietro al bancone a giocare a videogiochi anni ‘80 o a navigare in improbabili forum con la sua carretta di computer. A dipendenza dell’ umore, il nerdaccio potrà esibirsi in una battutina mediamente ironica (e mediamente offensiva) su un capo di abbigliamento che la nerd indossa, o su qualche altro particolare. Se il nerdaccio è preso invece da istinti di odio verso il genere umano, annienterà la povera nerd sparando a raffica sul manga che sta cercando di pagare: lo smonterà, lo distruggerà, lo criticherà in ogni minimo particolare e, per completare l’opera, seppellirà la nerd con battute altamente offensive riguardanti le sue preferenze fumettistiche e più in generale le sue capacità mentali.
Dopo questi lunghi tormenti, un ultimo passo attende l’eroica giovane: pagare il fumetto e fuggire.
Questo passo apparentemente indolore nasconde però insidie letali: il nerdaccio infatti attende di infliggere il colpo di grazia e, con aria del tutto indifferente, leggendo la copertina del manga dirà “ah…ma questo lo sai che costa di più?3.50 e non 3.30”. La nerd non oserà dissentire e così il nerdaccio potrà darle il colpo di grazia: il cambio euro-franco degno di un usuraio.

Ed ecco qui, amici: la nerd esce strenuamente e gloriosamente dall’ antro. Superata questa durissima prova, potrà dire che la giornata è, tutto sommato, stata un successo.

6 Commenti

  • compare mi fai morireeeeeeee XD
    e piu leggo nerdaccio fumettaro più penso al tipo dei simpsons… e lo immagino con la trippa che gli esce dai pantaloni
    BLAAAAAAAAAAHHHHHHHH cos’hai fatto!!!!!!!
    hai creato un mostroooooo *___________*
    comunque geniale, potresti fare la storyteller muahahahahahah

  • mynerdadventures

    …ghghgh grazie compare!!! =********
    Comunque no way, devi venire al tempio del manga una volta…così potrai vederlo live!!!!! ^_^ perchè io non so se oso fargli una foto…. O_O

  • + Dead Dolls Dont Cry +

    Ma secondo me se gli fai una foto ringhia..

  • mynerdadventures

    ..sisi infatti, io non oso! non so cosa potrebbe succedere!
    Ieri sono passata ma non era di buon umore, ha continuato a giocare tutto il tempo…però mi sono fermata poco perchè c’era un orrendo odore di cucina indiana agrodolce…CHE SCHIFO quasi vomito XD

    ps: almeno all’uni internet funziona XD

  • + Dead Dolls Dont Cry +

    CUCINA INDIANA AGRODOLCE
    sbavo

    de gustibus compare XD

  • mynerdadventures

    …ghghghgh chiaro…ma sentire l’ odore di ciò che è stato mangiato aleggiare in mezzo ai fumetti alle 3 del pomeriggio non ha molto fascino XD


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